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Lavagna, la terra dei conti Fieschi era un antico borgo costiero adagiato nella piana
alluvionale a sinistra dell'Entella, tra il litorale sabbioso e la collina coltivata
a ulivi. Chiavari assorbì la fiera contea di Lavagna nel XIV secolo. La marineria,
l'agricoltura e la lavorazione dell'ardesia, da sempre le attività principali
sulla riva dell'Entella, sono state superate nell'ultimo secolo dal turismo. Il
nucleo medievale si è sviluppato in modo atipico, allungando il percorso che,
passando dalla porticata via Nuova Italia (1835), porta all'entroterra. Dal portale
medievale di piazza Santa Caterina Fieschi Adorno, che chiude a nord il borgo,
ha inizio la strada per San Salvatore. Qui è possibile ammirare la Basilica di
San Salvatore dei Fieschi, con la sua torre campanaria illuminata da eleganti
quadrifiore. La Basilica, ottimamente conservata, custodisce al suo interno la
famosa croce argentea con cui Papa Innocenzo IV scagliò l'anatema contro l'Imperatore
Federico II.
Il 14 agosto Lavagna si riveste del suo antico splendore, quando danze e musiche
antiche, giochi d'arma e di bandiera rievocano la corte dei conti di Lavagna:
è il tradizionale appuntamento con la "Torta dei Fieschi". Secondo la leggenda nel 1230, per festeggiare le nozze tra Opizzo Fiesco e
una nobildonna senese, Bianca de Bianchi, fu donata alla popolazione un'enorme
torta. Dopo sette secoli il dolce gigante, la cui ricetta è gelosamente custodita
dai pasticceri lavagnesi, viene offerto solo ai vincitori di un gioco di abbinamenti:
ogni partecipante possiede un biglietto (azzurro per i maschie rosa per le femmine)
su cui è scritto un nome di fantasia e deve trovare nella folla la propria "anima
gemella", cioè la persona che possiede l'unico biglietto identico al proprio,
ma di colore diverso.
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