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Santa Margherita Ligure occupa un'insenatura del golfo del Tigullio tra Portofino e Rapallo. Il borgo,
che si è esteso nel secolo scorso sulle colline che dal mare salgono verso la
frazione di San Lorenzo della Costa, è uno dei più noti centri turistici della
Riviera del Levante.
Feudo dei Fieschi fino al XIII secolo, Santa Margherita nel medioevo era un centro
sviluppato e abitato, non più un mero villaggio di pescatori. Con il XVII secolo
molte famiglie genovesi cominciano a costruire qui le loro residenze estive: la
più importante di queste è la Villa Durazzo Centurione, risalente al 1600 e dotata
di un magnifico parco adorno di statue neoclassiche, che è oggi struttura pubblica
e visitabile, sede di numerose attività culturali. Più antico invece l'oratorio
di San Erasmo, che raccoglie una collezione di "ex voto marinari".
La passeggiata mare si snoda tra una fila di case dai tipici colori acquarello, fino ai portici,
dove si trova il mercato vecchio del pesce: proprio di fronte al mercato ogni
giorno, nel tardo pomeriggio, attraccano i pescherecci con il pesce appena pescato,
freschissimo. Si tratta di uno dei momenti più tipici della cittadina.
La costa, in poco spazio, offre una notevole varietà di spiagge e fondali, dalla
scogliera della punta di San Michele di Pagana alla sabbia della baia di Paraggi,
dove sono molto interessanti le immersioni per la varietà della fauna marina e
la presenza di un relitto di nave mercantile affondato nel 1917. Vela e canoa
sono praticabili tutto l'anno.
L'abbazia della Cervara
Chi entra per la prima volta nell'abbazia della Cervara ha immediatamente la sensazione di fare un viaggio indietro nel tempo. Il luogo
selvaggio e solitario dove sorge l'abbazia, ideale per la meditazione e la preghiera,
attirò l'interesse di Padre Lanfranco di San Siro, che vi soggiornò per qualche
tempo. Fu lui ad avere l'idea di edificare un monastero di Benedettini nell'antica Villa della Cervara. Il 18 marzo 1360 i monaci Certosini, proprietari
del terreno, acconsentirono alla vendita, e in pochi anni, con l'aiuto dell'arcivescovo
di Genova Guido Scetten, venne fondato il monastero dedicato a San Gerolamo del
Deserto. Nel 1525 vi fu tenuto prigioniero Francesco I di Valois, naufragato qui
dopo la sconfitta di Pavia ad opera di Carlo V, prima del suo trasferimento in
Spagna.
La Cervara diventa Abbazia nel 1546: in seguito a violenti attacchi viene fortificata
con torri di difesa e subisce notevoli trasformazioni architettoniche, fra cui
la costruzione dei chiostri. Nel 1798 comincia una rapida decadenza e in seguito
alla soppressione delle corporazioni religiose, il monastero viene abbandonato,
saccheggiato ed infine ridotto a casa colonica e abitazione. Nel 1804 il complesso
viene affidato ai frati trappisti che vi aprono una scuola, ma le difficili situazioni
politiche costringono i frati ad andarsene, lasciando ricadere il monastero nell'abbandono
e nella rovina. Nel 1990 Gianenrico Mapelli acquista l'Abbazia e dà inizio ad
un opera di restauro senza precedenti che restituisce il monastero alla sua antica
bellezza.
Oggi, grazie alla Cooperativa Arti Mestieri e alla FAI, ogni prima e terza domenica
del mese è possibile visitare questa splendida Abbazia e suoi giardini all'italiana.
La visita, guidata da storici dell'arte, inizia dal seicentesco portale, da cui
è possibile godere di un panorama che abbraccia tutto il Golfo del Tigullio.
Dal cortile, con la cinquecentesca torre di difesa assai simile a quella dell'Abbazia
di San Fruttuoso di Camogli, si raggiunge il chiostro inferiore e la cappella,
passando per la porticina dei monaci. Accompagna questa parte della visita un
sottofondo di musica sacra che rimanda ad atmosfere lontane di vita quotidiana
dei monaci. Bello il giardino superiore, formato da 60 pilastri ricoperti da gelsomini
e buganvillee. E' possibile anche visitare la nuova "sala della colonna", un ambiente
sotterraneo, forse antica cripta o primitiva fondazione monastica che ospiterÃ
l'archivio storico del monastero. |